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Giancarlo Siani si muoveva, veloce, tra Napoli, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, con una piccola e strana automobile, spoglia, scoperta, senza sportelli né tettuccio. A petto nudo, vento in faccia, senza coperture né vetri blindati e una determinata e forse inconsapevole sfida ai clan, con uno sguardo sempre attento a certi politicanti, che con la camorra brigavano.

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