Chi sono

IL MIO È UN VIAGGIO IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

(Fabrizio De Andrè)

La mia storia

Sono nato a Minervino di Lecce, vivo a Caserta. Sono giornalista pubblicista e laureato in Scienze dell’Investigazione, con un master in “Criminologia” ed uno in “Valorizzazione e gestione dei beni confiscati alle mafie”. Per molti anni sono stato elicotterista della Polizia di Stato, responsabile dei progetti editoriali della Fondazione Pol.i.s. (con la quale tutt’ora collaboro), membro della Direzione Nazionale di Cittadinanzattiva Onlus e degli Organismi di rappresentanza dei lavoratori della Polizia di Stato. Dirigo la collana “Linea di difesa” della casa editrice Di Girolamo Edizioni.

Tra i miei libri:

  • “Morire a Procida”, la Meridiana, Molfetta;
  • “I nuovi modelli di sicurezza urbana. L’esperienza della Regione Campania”, Aracne, Roma;
  • “Qualcun altro bussò alla porta. Dario Scherillo e altre storie di persone vittime della violenza criminale”, Spot-zone, Mugnano di Napoli;
  • “A testa alta. Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra”, Di Girolamo Editore, Trapani;
  • “Ali spezzate. Annalisa Durante. Morire a Forcella a quattordici anni”, Di Girolamo Editore, Trapani;
  • Desdemona non abiti più qui! in Ciò che Caino non sa, Antologia poetica AA. VV. a cura di Maria Teresa Infante, L’Oceano nell’anima Edizioni,
  • “In viaggio con la Méhari”, pubblicato nell’Antologia PININ, Tra le righe libri edizioni;
  • "Miraggio", pubblicato in “Le smanie per la villeggiatura”, AA. VV., a cura di Vincenza Alfano, L’erudita Edizioni.

Paolo Miggiano

Un uomo controcorrente, che crede nelle persone e nell'affermazione dei diritti di libertà. Dentro ad una divisa grigio verde i fumi dei lacrimogeni, gli spari, le botte - quelle prese e quelle date - la guerriglia nelle piazze di Milano, Genova, Torino, Roma, Reggio Calabria, Aspromonte, Palermo e le gambe che gli tremano ed il cuore che batte, forte. Rammenta i compagni feriti e quelli caduti e pensa che è fortunato che non sia toccato a lui. E poi apprende che un intellettuale, Pier Paolo Pasolini, aveva parlato di lui e di quelli come lui e aveva detto che, mentre a Valle Giulia (1968 e lui era ancora un bambino) altri giovani facevano a botte con quelli come lui, egli stava - “simpatizzava” - dalla sua parte, perché i poliziotti sono figli di poveri. E capisce che può farcela, che c’è, forse, una strada, per ottenere i diritti, che ancora non ha. Ed è su questi ideali, che Paolo Miggiano ha camminato.

la proposta

Abbelliamo la città, investiamo sulle periferie interne ed esterne a Napoli, perché il bello attira il bello